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Squadra perdente si cambia

Proseguiamo da quanto detto nel “manifesto” di questo blog. Leggiamo le cose con logica matematica e vediamo dove ci porta il ragionamento.

Da cosa è composta una funzione? Sostanzialmente sono un gruppo di variabili (quelle che solitamente si indicano con una lettera dell’alfabeto) e un insieme di relazioni tra queste variabili (e li la grafica si sbizzarrisce spaziando dai simboli alle lettere greche).

Lo scopo è quello di “padroneggiare” le variabili e, cosa più importante, il risultato. Prendiamo la funzione più semplice: a + b = c. Questa funzione ci permette di comprendere come aumentando il valore di a aumenti automaticamente il valore di c. O anche come, mantenendo invariato c, possiamo disporre diversamente i valori delle altre variabili. Operazione che facciamo centinaia di volte al giorno quando dobbiamo fare quadrare i nostri conti. Ma questa è una funzione semplice, di base, che utilizziamo senza pensarci troppo su.

Ma non dobbiamo parlare di matematica. Questa premessa serviva per rendere chiara una palese verità: se una funzione continua a restituire un risultato sbagliato le possibilità non sono molte. O sono sbagliati i valori delle variabili oppure sono sbagliate le regole che le mettono in relazione.

Tradotto nella vita reale: se un problema più volte affrontato continua a essere irrisolto, o c’è un errore nell’analisi della situazione e del problema (le variabili) o è sbagliato il sistema con il quale lo si vuole risolvere (le regole). Rispetto alla matematica, la vita ci offre una terza opzione: chi è in grado di agire non lo vede come un problema o, comunque, quello che può essere un problema per alcuni può non esserlo per gli altri. Addirittura può essere una opportunità. O quanto meno viene ritenuta tale.

A complicare il tutto arriva il primo problema insito nella “visione matematica”. Una funzione, una volta individuata, è semplice, tutto sommato. Per quanto un’equazione possa essere complessa, c’è sempre una netta distinzione tra variabili e regole ed è estremamente chiaro e definito il ruolo di ogni singolo elemento. Nella vita reale è un’altra storia. È già estremamente complesso trovare quali siano le variabili chiave ed è incredibilmente difficile trovare le giuste relazioni. Questa difficoltà intrinseca tracima letteralmente quando esaminiamo i fattori umani, dove le variabili sono tantissime e confuse. E dove c’è anche quella “sfera emotiva” che per adesso continuiamo a tenere di lato ma che complica maledettamente le cose. Ma siamo qui per provarci.

Per farlo seriamente saranno molte le cose che ci troveremo a “distruggere” prima di poter soltanto imbastire un ragionamento. E, cosa ancor più triste, dovremo partire da molto lontano per raggiungere una nuova premessa: la non risolvibilità del problema. Raggiunto questo non esaltante risultato potremo parlare del superamento del problema nell’unico modo realmente possibile: quello unilaterale. E non voglio rispolverare vecchi motti sul lungo cammino iniziato con un singolo passo. È un fatto meramente percentuale. Quando ogni altra strada è impercorribile anche quella più impervia diventa la migliore. O per dirla alla Conan Doyle (il creatore di Sherlock Holmes): eliminate le ipotesi impossibili quello che resta, per quanto improbabile, sarà la verità.